La Basilica di Santa Cristina
Il complesso monumentale di Santa Cristina è il cuore pulsante della spiritualità e della storia di Bolsena.

La Basilica, di origini romaniche, è uno dei luoghi più
significativi della città e da secoli custodisce la memoria della giovane martire Cristina e la testimonianza del celebre Miracolo Eucaristico del 1263.
UN COMPLESSO DI ARTE E DI FEDE
L’unicità della Basilica risiede nella sua conformazione: tre chiese distinte, edificate in epoche diverse, si fondono armoniosamente dando vita a un percorso spirituale che si affaccia sul medesimo sagrato. Dalle radici paleocristiane delle catacombe alle eleganti linee del Rinascimento, ogni pietra racconta una tappa della storia cristiana d’Italia.
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La Basilica Maggiore e la Facciata Rinascimentale
La facciata principale, esempio di raffinatezza rinascimentale, fu commissionata alla fine del Quattrocento dal cardinale Giovanni de’ Medici (futuro Papa Leone X), allora governatore di Bolsena. All’interno, la basilica presenta una struttura a tre navate divise da colonne in granito provenienti dalle rovine della città romana di Volsinii. Tra i tesori conservati spiccano:
Il polittico quattrocentesco di Sano di Pietro sopra l’altare maggiore.
Il busto in ceramica di Santa Lucia e la statua in terracotta della martire Cristina, opere di Benedetto Buglioni.
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La Cappella Nuova del Miracolo
Costruita a partire dal 1693 per dare una degna collocazione alle Sacre Pietre macchiate dal sangue del miracolo del 1263. La cappella, in stile barocco, ospita sull’altare la grande pala di Francesco Trevisani (1704) che raffigura l’evento prodigioso. Attraverso questo spazio si accede alla suggestiva Grotta di Santa Cristina.
I LUOGHI DELLA MEMORIA E DEL MIRACOLO
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La Grotta di Santa Cristina e l’Altare delle Quattro Colonne
Vera anima del complesso, la Grotta è il luogo dove la tradizione colloca il martirio della Santa e il Miracolo Eucaristico. Qui si trova l’Altare del Miracolo, protetto da un antico ciborio altomedievale su quattro colonne. Sotto la mensa dell’altare è visibile la pietra con le impronte dei piedi della fanciulla, che secondo la tradizione rimase a galla nel lago invece di affondare dopo che le fu legata una pietra al collo.
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La Catacomba e la Cripta della Martire
Scendendo nel sottosuolo, si accede a una delle necropoli paleocristiane più importanti dell’Alto Lazio (IV-V secolo). Con oltre mille sepolture distribuite lungo una galleria principale e sette ramificazioni, la catacomba testimonia la profonda venerazione dei primi cristiani per Santa Cristina. La Cripta, riscoperta nel 1880, custodisce il sarcofago marmoreo che un tempo conteneva le spoglie della martire.
IL MIRACOLO EUCARISTICO DEL 1263
Bolsena è nota in tutto il mondo per l’evento che portò all’istituzione della festività del Corpus Domini. Si narra che un sacerdote boemo, Pietro da Praga, colto dal dubbio sulla reale presenza di Cristo nell’ostia, vide quest’ultima sanguinare mentre celebrava messa all’altare di Santa Cristina. Le gocce di sangue macchiarono il corporale (oggi custodito nel Duomo di Orvieto) e le pietre dell’altare, ancora oggi venerate a Bolsena.







